Tori Amos

hearts of silence

Se siete toscani della zona Firenze-Arezzo siete tipo precettati a venire il 4 luglio all'U-Festival di Montevarchi, perché sono risultata tra i 6 artisti vincitori della selezione e quindi farò una breve esibizione e sono tipo un attimino agitata perché, ehi, è una di quelle manifestazioni alle quali c'è un sacco di gente che viene per gli altri gruppi e a cui piace un genere totalmente diverso di musica, e quindi l'obiettivo riuscire a fare una performance che convinca anche quelli che di solito schifano il mio genere.
Ok, era una frase lunghissima senza punti. Rende l'idea dell'hype del momento, sì?
Se non siete toscani o se siete toscani che abitano lontano dalla provincia di Arezzo, fate una danza propiziatoria perché sia una serata senza pioggia e con ascoltatori onesti - magari che non apprezzano, ma che sono disposti almeno ad ascoltare.



PS
Ho una pagina facebook, per quanto mi faccia molto ridere gestirmela da sola. In caso non sappiate cosa fare e abbiate voglia di cliccare "mi piace" a caso...

Dream of the Endless

let your indulgence set me free

Dunque, forse è il caso di partire da quel giugno in cui io avevo finito la terza elementare e mia mamma mi portò a vedere lo spettacolo teatrale della scuola superiore in cui insegna. Che era Sogno di una notte di mezza estate. Oppure da quando mi fu regalato un libro che trasformava le trame di Shakespeare in racconti da ragazzi. Insomma, questo per dire che il mio amore per Shakespeare è antico e non è molto "accademico": è sempre stato molto simile a un fandom, per me.
Alle superiori ho letto La Tempesta ed è diventata la mia opera shakespeariana preferita. Non ero mai riuscita però a vederla a teatro. Qualche mese fa ho scoperto che l'avrebbero messa in scena al Globe, il teatro londinese ricostruito di recente esattamente uguale e quasi nello stesso posto di quello di Shakespeare. Nel ruolo di Prospero ci sarebbe stato Roger Allam - e qui andate al post di ieri per capire perché l'informazione era importante.
Non ho saputo fino all'ultimo se sarei riuscita a volare a Londra, ma alla fine è andata bene, e mi sento infinitamente grata e fortunata di essere riuscita a vedere questo spettacolo, nonché di aver visto la mia opera preferita per la prima volta con degli attori incredibili e delle interpretazioni dei personaggi originali e stupende.
Se volete ancora chiacchiere sull'argomento...
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Per finire, lascio una cosa e vado a nascondermi. Si tratta di una... Uh... Fanfiction su La Tempesta? Temo di sì. Circa 800 parole, tre brevi schizzi su tre personaggi alla fine della storia rapprensetata. Ovviamente molto influenzati dalle interpretazioni che ho appena visto. Insomma... Alle medie inventavo audaci crossover tra i personaggi shakespeariani, ma allora avevo la scusa della giovane età. Ora non ho proprio scuse, mi rendo conto. Comunque, la storia è qui...

Dodici anni

Endless

the night that ends at last

Di ritorno da alcuni giorni veramente magici a Londra. Una scappata rapida per vedere Les Misérables e The Tempest (al Globe!) Il mio primo viaggio solitario (anche se la domenica ho avuto il piacere di condividere un po' tempo e tanto amore per The Tempest con nausicaa83 e space_oddity_75.)
Troppe cose da condensare in un solo post, quindi qui sproloquierò un pochino su Les Misérables, su come ho scoperto il musical ad aprile 2012, sulla lettura del libro e sulla meraviglia di aver visto lo spettacolo a Londra.

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Doctor Who - River Song

brutti e cattivi

Ultimamente ho l'impressione che da queste parti il cinismo sia diventato la più ricercata delle virtù. Assumere quell'aria da grande conoscitore della merda che assilla l'esistenza è ormai un atteggiamento comune (anche quando, in realtà, la cosa non è per nulla giustificata.) E si tratta di un atteggiamento riscontrabile nella vita come nel fandom.
Parliamo di letteratura e di telefilm e di un autore che di recente piace a tutti, o comunque fa parlare di sé. Mi è capitato spesso di trovare in giro commenti di gente che ama G. R. R. Martin perché "finalmente un autore realistico", "la vita vera va così", "storicamente era così", "i fantasy finiscono tutti bene, almeno questo è diverso", e simili.
Lungi da me criticare chi ha queste idee (in parte concordo) o criticare Martin (con delle riserve, ma mi metto anch'io tra i suoi fan.) Però... Quando trovi gente che sostiene che "tutti i libri fantasy sono irreali perché finiscono bene, i buoni vincono e tutto si risolve", mi sorge spontanea una domanda: ma che libri avete letto fino a ora?

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Story of my life

show the ones who must retreat there's a victory in defeat



Secondo pezzo dall'album in uscita venerdì. Il soprano è Giulia Focardi, una persona meravigliosa con una voce splendida.
Confesserò di avere una lieve preferenza per questa canzone. Chi di voi avesse per caso letto il finale del Sunflower, sappia che la prima strofa è la traduzione della piccola poesia che compare nel paragrafo sul Cacciatore di Storie. Quindi, sì, la potete interpretare come una sorta di colonna sonora del Sunflower, ma non solo: racconta un po' di tutte le cose che ci sono in quella storia, e quindi fantasmi, lanterne, teatri, brave persone. Il sunto della mia produzione artistica, insomma.

Note di auto-correzione: mi sono permessa di piegare qualche parola alla metrica (tipo, facendo sentire una mezza E nella parola "blessed" che in realtà non ci sta) e ho anche confuso una pronuncia con un'altra (ma l'effetto è quello di avere una parola che comunque c'entra, e quindi non è troppo grave... Credo.)

Se per caso la canzone vi piace e vi va di condividerla...

Dream of the Endless

teach me how to listen to the truth I'm missing

Venerdì 24 maggio 2013 esce un album. Ci sono 11 canzoni. Si chiama Tales of night and fires.
L'artista sarei io. Mi fa quasi ridere a scriverlo, però è così. C'è un album, ci sono 11 canzoni, ci sono un sacco di riferimenti a luci, fiamme e lanterne (sennò non ero io), c'è della musica che gli ascoltatori definiscono pop - folk - cantautoriale - vagamente celtica.
Io non lo so bene, cos'è, però c'è, esiste, è reale, e da venerdì prossimo potrete anche acquistarla su CDBaby e in altri luoghi, che a tempo debito vi segnalerò.

L'album esce con il nome d'arte di Edlynn. Perché questo, perché non il mio e perché non Harriet? Dunque... Purtroppo esiste una band che si chiama Harriet, altrimenti mi sarei tenuta il mio nickname. Di quanto sia terribile "Francesca Cappelli" pronunciato rapidamente, soprattutto da noi toscani, ne ho già parlato spesso. Edlynn è un nome che già da un po' affianco ad Harriet online. Comincia con "ED" che è un suono che mi piace particolarmente, oltre che il nome del primo personaggio che ricordo di aver inventato (Era una donna, per la cronaca. Nata quando ero all'asilo, è stata principessa, pirata, maga e astronauta. A volte tutte e quattro le cose insieme. Le sono tutt'ora molto affezionata.)

I musicisti sono sempre i Brotherhood, che mi hanno aiutata a fare un gran bel lavoro di arrangiamento. La qualità è buona: se non è da album professionale, è almeno da demo professionale, credo. Le persone che hanno seguito e benedetto questo progetto sono molte e valide: lo presento al mondo con fierezza e tranquillità perché mi fido di loro.

10 canzoni sono in inglese, una in italiano. Potete trovare testi e traduzioni qui (pian piano!)

Sul mio sito ci sono informazioni dettagliate su musicisti, guest star e aiutanti.

Nei prossimi giorni vi presenterò un po' di canzoni.
Cominciamo con quella scelta come portavoce di tutto l'album (presto arriverà anche un video.)