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[Criticombola] Someone I never met

Titolo: Someone I never met
Fandom: Sandman
Rating: Per tutti
Note: Diciamo che è spoiler per la fine della Stagione delle nebbie. hsfheHOFHgjhsHLGHJA io questa storia... boh. Non ne sono convinta ed è solo una variazione sul tema di qualcosa che avevo già scritto. Però... Letta la frase, è a questo che ho pensato e non sono riuscita a staccarmene. Perché quello al centro di questa storia è uno dei miei personaggi preferiti della saga, ecco. E... Sandman è sempre una meravigliosa scusa per scrivere sul concetto di storia. E come al solito, quando scrivo ff sulle storie che amo, finisco per metterci più cose mie di quante dovrebbero starci. Sì, insomma, si capisce che sto traccheggiando perché non sono sicura che dovrei pubblicarla? ç_________ç
Scritta per: Criticombola - tabella 42
Prompt: #24 Why do I miss someone I never met?




Someone I never met


E' nelle pieghe e negli angoli nascosti di una vita ordinata che si nascondono immagini e parole sconosciute alla nostra razionalità, frammenti di una dimensione altra fascinosa e malevola.
Il ragazzo lo sa.
L'ha imparato a sue spese.
Per quindici anni è stato una persona comune, un ragazzino tranquillo, uno studente modesto, con l'unico vezzo di disegnare a distinguerlo dal resto. Poi, all'improvviso ha cominciato a vedere.
Le strade sempre uguali, percorse con passo misurato in giornate dalla trama simile, a volte gli mostrano scorci di luoghi che non possono esistere.
Le prima volte era spaventato, nel trovarsi testimone per qualche istante di tali prospettive. Poi ci si è abituato. Il suo sguardo ha cominciato a scrutare l'orizzonte al di là delle apparenze più banali e grigie, e ha imparato a riconoscervi altri lineamenti.
Ne ha parlato timidamente con suo zio, che insegna letteratura in una scuola superiore. E' la persona più vicina ad un artista che conosca, ha qualcosa del filosofo, qualcosa del mistico. "Sei dotato di una sensibilità speciale", ha risposto lui. "Sta a te vedere come impiegarla. Ma ricorda: cose come questa sono sempre doni e un dono non è mai facile."
E così, immaginare cose a partire da oggetti insignificanti, trovare un filo d'unione tra i più disparati brandelli di realtà, quello sarebbe un dono. Guardare l'ombra dietro una porta socchiusa e sentire che qualcosa, nella mente, vuole sapere la verità su quell'ombra, ne vuole conoscere le cause e gli effetti, esige di vedere chi l'ha attraversata e cosa gli è accaduto, tutto quello sarebbe un dono.
Una persona normale all'improvviso avverte l'obbligo di creare storie, e quello sarebbe un dono.
E poi c'è quella sensazione strana che lo coglie a volte, soprattutto nelle ore serali, quando la sua mente indulge in qualche strana terra e le storie sgorgano come da una sorgente inesauribile, bellissima e spaventosa. All'improvviso ricorda qualcosa che non ha mai vissuto. Dura meno di un secondo, non saprebbe mai ridirlo a parole né può richiamarlo alla mente, ma se si sforza di dargli un nome, l'unico nome che riesce a trovare è nostalgia.
Ma nostalgia di cosa? Anzi, di chi?
Perché c'è qualcuno che gli manca, lo sente, come una parte dell'anima che non può più raggiungere, uno spazio che gli è negato. Forse è per questo che inventa storie. O meglio, anche per questo. Inventa storie perché non può farne a meno, e attraverso le storie spera di sanare la nostalgia - o magari di raggiungere quella persona che non ha mai incontrato, alla quale la sua anima è legata.

Un giorno, camminando per strada, ha incontrato una vecchia, secondo alcuni pazza, secondo altri veggente. Lo ha guardato negli occhi e ha sorriso, come se sapesse tutto.
- Non si può essere l'amante del re dei sogni e sperare che questo si cancelli e svanisca.
Lui ha affrettato il passo e se ne è andato. Senza capire, senza voler capire.
Non importa.
Non importa se dovrà vivere con i dubbi, con la nostalgia. Quando questi lo assaliranno, allora inventerà una storia e almeno per un attimo sarà completo e felice, almeno per un attimo incontrerà quella presenza che non ha nome e reclama un pezzo del suo cuore.

Comments

( 2 commenti — Su, via, una parolina dimmela! )
mastrodichiavi
Dec. 5th, 2009 03:26 pm (UTC)
Ciao^^ E' bella da morire: che te ne pare come recensione? Ho letto La Stagione delle Nebbie e quindi so di Nada; la nostalgia per quell'ombra sfuggente che è il Signore dei Sogni si percepisce fortemente ed è bella tutta la caratterizzazione del personaggio: la necessità di creare storie per essere più vicino a Lui, ma anche per indagare la persona che era e che non sarà più. Molto poetico il tuo modo di narrare ed evocativo. Davvero, complimenti^^ E l'utilizzo del prompt è magistrale!
harriet_yuuko
Dec. 6th, 2009 10:04 am (UTC)
Ti ringrazio tantissimo, sia di aver letto che del tuo commento. E sono felice se davvero sono riuscita a far scivolare qualcosa dei personaggi originali nella storia.
( 2 commenti — Su, via, una parolina dimmela! )

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