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[Criticombola] Sospeso

Titolo: Sospeso
Fandom: Originale
Avvertimenti: Oneshot
Rating: Giallo
Scritta per: Criticombola - tabella 42
Prompt: #47 Ponte



Sospeso



Il fiume scorre senza far rumore: ha capito che non c'è posto per lui, in questa città. Se ne sta lì quieto, passando discretamente sotto questo ponte, ultima briciola di spazio urbano dove i veicoli non sono ammessi. Una striscia prigioniera tra due ponti più alti, più grandi, più solidi, dove le auto sfrecciano e il rumore domina ogni cosa.
Noi siamo qui, appoggiati al parapetto, silenziosi come il fiume.
Il vento urta le cose e grida le sue proteste al mondo, ma anche quelle vengono ingoiate dal traffico. Fa freddo, ma siamo ben coperti e ci possiamo godere il vento e la sua anima selvaggia che ci parla di cose sconosciute, in questo pezzo di mondo incasellato tra palazzi altissimi e mura invalicabili di vetro, metallo, cemento e fumo.
Quante mattine come questa, quanti istanti di silenzio pensieroso, quante riflessioni sospese sul fiume? Quante volte siamo già stati qui?
Una o mille, lui non se lo ricorda comunque.
Lui non ricorda nulla del suo passato. Non sa nulla dei grandi avvenimenti, così come dei minuscoli momenti senza importanza. Non ci sono più i volti conosciuti, nella sua mente. E non ci sono più le mattinate come questa, così piene di pensieri da aver bisogno di farli andare via lasciando che se li prenda il vento.
Quante volte siamo venuti qui?
Io lo so. Potrei ricordarle una per una, collegando ogni mattino a una notte, a un nome, a un motivo.
Una volta ho pensato che non c'era proprio niente che avesse senso. Niente, a partire da me. Mi faceva male il petto e il respiro usciva a scatti, come fosse stato fatto di vetro. Lui ha cominciato a parlare di cose senza peso e all'improvviso il mondo è diventato senza peso, anche i miei pensieri e il mio cuore, l'aria ha ripreso a scorrere regolarmente giù per la gola e anch'io ero di nuovo reale.
Quella sera gli ho detto grazie, mentre preparavo una specie di cena.
Grazie di che? - ha chiesto lui.
Grazie.
Silenzio, silenzio. La sua faccia un po' stupida.
Grazie perché stamattina ho detto qualche idiozia e ti ho fatto passare la depressione?
Ride. Lo sapeva. Come sempre.
L'ho mandato a quel paese. Ho pensato che ero al sicuro.
Grazie - ho ripetuto.
La volta successiva in cui ci siamo ritrovati sul ponte ha tenuto lontano i pensieri obbligandomi a parlare di qualche questione problematica riguardante il lavoro.
Io me lo ricordo. Mi ricordo ogni singolo istante. Il momento in cui la mia mente è scivolata per strade poco rassicuranti. La sensazione della sua voce nella mia oscurità. Me lo ricordo.
Lui non ricorda più niente di tutto questo.
E io potrei ridisegnargli la vita, ogni secondo riprodotto con colori perfetti, con le parole migliori, e non sarei comunque in grado di ridargli ogni sfumatura, ogni gradazione di luce, ogni goccia d'acqua sulla testa in una notte di pioggia, ogni particolare del caos della nostra casa, ogni gradevole e rassicurante ondata del profumo del caffè che arriva dalla cucina, ogni carezza di vento, ogni grido provocato dagli incubi che infrange le nostre notti, ogni rumore velato di passi che ritornano a casa.
Io gli racconto le cose, quando me le chiede. Non mi azzardo a offrirgli ricordi di mia spontanea volontà: aspetto che sia lui a voler sapere. Lui non si fa problemi e domanda spesso. La prende sul ridere, a volte. Finge di aver accettato questo spazio bianco immenso che è adesso la sua memoria, gioca e inventa sciocchezze riguardo la sua infermità.
Poi ci sono i momenti come questo, in cui guarda il vuoto e prepara una frase, una parola che andrà dritta a irrompere nel mio cuore, a spezzare le mie misere difese.
- Tu pensi che io sia la stessa persona di prima, adesso?
- Sei sempre uno sciocco, questo è sicuro.
La mia risposta non è una risposta. La domanda, in fondo, resta in sospeso.
Non lo so e non è giusto che mi ci faccia pensare. Non ora. Questo posto, questo momento mattutino è dedicato solo al riposo. Al sollievo. Non si possono fare domande del genere, qui, adesso.
Già. Ma lui non lo sa più. Non sa che un tempo questo era un angolo di calma per non annegare nella vita.
Sono i ricordi a fare di noi quello che siamo? C'è qualcosa, in noi, che ci rende
noi e fa sì che si possa essere identificati, irrimediabilmente modellati? E' il tempo, il destino, la strada, a darci un nome e un volto?
Credevo di saperlo ma forse non voglio conoscere la risposta e basta.
Tutto quello che voglio è un mattino sospeso, a guardare il fiume che scorre in silenzio, pensando che la vita ci aspetta, ma può aspettare ancora qualche istante.
Lui sospira e mi si appoggia contro, per disturbarmi e chiedere considerazione.
Mi fa ridere.
- Pensi che arriveremo da qualche parte?- Mormora, a metà tra una risata e il pianto.
Certo che ci arriveremo, ma domani non è qui, e ieri è perduto.
Poi il luogo dove poggiamo i nostri piedi all'improvviso mi fa capire qualcosa.
Forse anche questo ci rende noi stessi. I legami che intrecciamo.
I ricordi non ci sono più, ma io sono ancora qui.
Tra ieri e domani, io sono il ponte.




***





Se qualcuno ci riconosce delle sagome familiari, beh, si bulli all'idea di sapere e tenga il segreto!XD






... sì, beh, comunque sono loro, se ve lo stavate chiedendo, voi... uhm... due?... che sapete!XD

Comments

( 7 commenti — Su, via, una parolina dimmela! )
crimsontriforce
Dec. 3rd, 2009 01:57 pm (UTC)
è appropriato, quel "Fermati e di' qualcosa" che attende in fondo. Persché m'è partito diretto un "Cheffigata!" Poi suppongo si possa elaborare meglio, ma il concetto è quello X3
Commentavo di recente che è difficile tenere in piedi racconti di questo tipo, che parlino di un tempo continuato: bisogna saper donare un cuore a ogni frase. Questo racconto ha un cuore in ogni frase. :)
harriet_yuuko
Dec. 4th, 2009 12:13 am (UTC)
*commossa*

Grazie, sono felice... temevo davvero che questo briciolo di storia avesse senso solo per me, che conosco un po' tutta la vicenda dei personaggi. Se ti ha comunicato qualcosa, sono felice.



Giochino...XD (se vuoi farlo.)
Così, per indagine di mercato... Di che sesso hai percepito il narratore? (mi sono sforzata di non usare mai aggettivi, pronomi e quant'altro che potessero identificare questo personaggio come maschio o femmina, e se le venti riletture non sono state vane, dovrei esserci riuscita...XD)
crimsontriforce
Dec. 4th, 2009 12:52 am (UTC)
Vero e l'avevo notato! Devi tenerci molto, a questa neutralità, per essere sopravvissuta a un ottocento parole in prima persona O_o Io ero sbavante a terra dopo cinque righe, o dopo cinquecento in terza persona, che è più facile XD
Per l'indagine, io ne sono uscita con l'immagine di un lui nonostante certi dettagli casalinghi lascino intendere più il contrario, però non è marcato ed è possibile - wait for it - che dipenda da paragone iniziale e metafora finale, che con IL fiume e IL ponte hanno caricato il maschile. Sono idiota così, lo so. *mette l'icona delle sparate, per buona misura*
harriet_yuuko
Dec. 5th, 2009 01:43 pm (UTC)
Più che tenerci... volevo sperimentare se ero capace di farlo!XD E poi mi piaceva l'idea che questi personaggi potessero essere "chiunque" per il lettore, quindi ho preferito non influenzarlo.




Poi, nel canon del mio cervello, il narratore è un lui, in effetti, e i dettagli casalinghi nascono dal fatto che 'sti due sono coinquilini, colleghi di lavoro e di sfighe da una vita.




... e ora vado a recensire degnamente la tua storia per il Calendario d'Avvento di FW! <3
fengtianshi
Dec. 3rd, 2009 10:40 pm (UTC)
*SI BULLA*

Ah, dannazione a te!!! Che tasto dolentissimo che vai a pigiare! ç_______ç E' una questione su cui la tua storia mi ha fatto ragionare moltissimo e in effetti resta comunque un dubbio legittimo e terribile al quale si preferisce non pensare... però è anche vero che sì. Noi siamo fatti di ricordi, ma anche dei ricordi che gli altri hanno di noi, dei legami che abbiamo fatto... OOOHHH, MI PIACE COSI' TANTO QUESTA SHOTTINA SU UNO DEI MIEI PAIRING PREFERITI DEL MIO LIBRO PREFERITO!!!! T_______T

(qualcuno, là fuori, può unirsi a me e dire all'autrice che questi due sono canon? Grazie... XD)
harriet_yuuko
Dec. 4th, 2009 12:18 am (UTC)
Grazie di aver letto! <3
(insomma, dai, sono felice se leggete voi elette che potete capire qualcosa di più di 'sta gente!XD)

Bonus IC:

*faccia rassegnata*
Una cosa è certa: i ricordi se ne vanno ma le cravatte brutte no.
fengtianshi
Dec. 4th, 2009 09:36 pm (UTC)
Grazie di aver scritto!! Leggerò sempre tutto di quello che scrivi, ma con particolare fervore su questi due!!!Y____Y Giuro! anche se un giorno dovessi prenderti una tranvata in testa e decidessi che Elian, tramite sostanze poco raccomandabili, diventa un vampiro!


Risposta IC:

Ma... my little Mechanical Obscene Necktie!! Pensavo ti piacesse vedermi con queste addosso... *osserva intristito cravatta a macchie di rorschach multicolor su camica non abbinata* ...pensavo ci aiutasse ad essere come ai vecchi tempi...
( 7 commenti — Su, via, una parolina dimmela! )

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