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Titolo: Trouble is a friend of mine
Fandom: Originale
Rating: Per tutti
Note:
- Scritta per la Criticombola, tema #25 There's oceans in between us but that's not very far
- Raccolta composta da 4 piccoli episodi
- Titolo rubato a Trouble is a friend di Lenka
- Sì, sono i personaggi citati in It takes two

Parte I




II. Ho un amico che contrabbanda farmaci autoprodotti

- In conclusione ho fatto del bene e guadagnato un sacco!
- ... sei mesi a cercare tue notizie nei notiziari intermondo...
- Sai che penso di aver guadagnato così tanto da pagare un abbonamento per due al Mese del Cinema Multietnico? Sarebbe fico, no?
- Jamil. Piantala. Guardami. Sii serio.
Il tipo smagrito, adornato da un braccio rotto e un vistoso cerotto sulla fronte, che si fa passare per Jamil tace, ma non smette di sorridere come un ebete.
- Che c'è?
- Come ti è venuta in mente di fare una cosa tanto stupida?
- Galahad, stavano morendo. Loro avevano bisogno di quel farmaco, io avevo gli ingredienti e le capacità per elaborarlo, e credo che tu abbia abbastanza cuore da capire che certe cose le devi fare per forza, perché le leggi di una dittatura ingiusta non so...
- Jamil, stai zitto.- Galahad si toglie gli occhiali, se li rimette, se li toglie di nuovo e li getta sul tavolo della sua piccola e ordinata cucina, adesso imbrattata di fango e cosparsa di brandelli di abiti, bende e medicamenti di vario genere. - Lo so benissimo che la dittatura di Hemril è crudele e tutto quanto. Ma se devi fare una cosa illegale, almeno falla bene!
- Guarda che sono stato attento. Quando ho portato il farmaco alla famiglia che mi ospitava, nessuno mi ha scoperto. E se non mi fossi azzardato a farlo, tre persone sarebbero morte, solo perché il governo vieta i commerci intermondo.
- Ho capito. Sei stato ammirabile, ad aiutare quella famiglia. Il problema è il mercato clandestino di farmaci.
- Eh. Sai com'è. Una cosa tira l'altra.
- Certo. Quanto tempo sei stato lì a intrugliare medicinali?
- Un paio di mesi, dai. Non così tanto. Ti ripeto, sono sempre stato attentissimo. Solo che... A volte capitano dei controlli...
- Spero almeno che ti sia fatto beccare mentre vendevi un farmaco per la polmonite o qualcosa del genere.
- Uh. No. Era uno sciroppo anti-reumatismi.
- E il vecchietto a cui l'hai venduto? Che gli hanno fatto?
- Niente. Ho detto che il vecchietto era mezzo scemo e non sapeva che fosse una cosa illegale, e mi sono preso tutta la colpa.
Galahad squadra per l'ennesima volta l'amico e torna a constatare le orribili condizioni in cui versa quell'idiota.
- Non ti chiedo cosa ti hanno regalato in aggiunta, per il capo d'accusa di circonvenzione di incapace.
- Non chiederlo, è meglio. Ti arrabbieresti.
Almeno smettesse di ridere, pensa Galahad. Ma no: Jamil non si rende conto della gravità della situazione. Sei mesi nel carcere di una dimensione sperduta nel nulla, nella quale era rimbalzato per caso, in cerca di un fantomatico Manuale di Magia Agricola che doveva servirgli per preparare un esame. Proprio da Jamil, fermarsi in un posto e lasciarsi coinvolgere dai suoi abitanti al punto di rischiare la vita.
- Come sei riuscito a evadere?- Chiede Galahad con un sospiro, decidendo che non deve arrabbiarsi e che forse è meglio preparare all'altro qualcosa da mangiare.
- Un gruppo di ribelli ha attaccato la prigione per tirare fuori alcuni compagni, e già che c'erano hanno recuperato pure me. Uno dei rivoluzionari era il nipote del vecchio a cui ho salvato il culo. Una volta libero sono tornato alla casa dove mi avevano ospitato, ho recuperato la mia roba per poter riprendere a viaggiare e sono fuggito da lì. Ovviamente ho ripreso anche i soldi guadagnati col commercio, eh. Cioè, un po'. La maggior parte l'ho lasciata a loro.
- E sei venuto subito da me.
- E dove altro potevo andare, scusa?
Accidenti a lui. Una parola, un sorriso, e ti fa dimenticare quanto sei arrabbiato, preoccupato, contrariato e sdegnato. Ti ricordi solo la nostalgia che hai provato mentre lui era lontano e il sollievo che ti ha raggiunto quando l'hai rivisto.
- Tieni, rincoglionito.- Galahad gli mette davanti una tazza di uno strano infuso che ha riportato da uno dei tanti posti visitati con Jamil. Galahad vive da trentun anni in quella casa - da quando è nato, in pratica - e non ha la stoffa del viaggiatore, ma pian piano la sta riempiendo con tutte le tracce delle avventure che il suo amico Complicazione gli fa vivere.
- Grazie. Ci voleva.
- Come ti senti? C'è qualche altra parte di te che ha bisogno di medicinali?
- Mmm, no, mi sembra che tu mi abbia rimesso in sesto. Stai tranquillo.
- Con te, è impossibile.
- Dai, non prendertela.
Galahad si siede e recupera gli occhiali, accorgendosi che hanno una lente scheggiata. Jamil glieli ruba di mano e li sistema mormorando un incantesimo. Un attimo dopo le sue poche forze cedono e lui si accascia sul tavolo. Galahad corre a tirarlo su e Jamil gli risponde con un sorriso stanco.
- Eh. Bevo subito. Non arrabbiarti.
- Non lo farò: mi sono arrabbiato a sufficienza in questi sei mesi.
- Non sai quante volte l'ho immaginato.- Risponde Jamil, fermandosi per sparire in due sorsi la tisana. - Tu che dicevi parolacce educate rivolte a me e alla mia mania di sparire e mettermi nei guai.
- Ah, sei diventato anche telepatico, ora?
- No. E' che noi non potremo mai essere lontani. Perché tutta la distanza degli universi semplicemente non c'è, per noi.
Lo dice per prevenire la prossima sfuriata, si dice Galahad, tirando fuori pentole e mestoli per ovviare ai problemi dello stomaco disabitato di Jamil.
Ma in fondo, non può fare a meno di avvertire un brivido di fierezza, a quelle parole.

Comments

( 1 commento — Su, via, una parolina dimmela! )
xmelchanx
Oct. 26th, 2009 07:22 pm (UTC)
Harriet sorry se rompo qui, ma avevo amannato un mess col cellulare e non sono sicura sia partito -o-
Non è che mi puoi scrivere per mp il nome del nsotro albergo a lucca? xD Sorry am siccome mio papà è pisano voleva saperlo *_*'' XDDD

Sorry ancora per il rompy!mode ç_ç''
( 1 commento — Su, via, una parolina dimmela! )

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