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Domande e risposte

Avete presente cavolfiori, carciofi, coralli e parafulmini?
IO SI'!
(...tra poco capirete, credetemi!XD)

Sono qui per presentarvi una fic. Merita un post, perché chiama in causa diverse persone.
Partiamo dall'inizio.
Un giorno di febbraio, quando fengtianshi era ospite da me, durante una delle nostre epiche fangirlesche chiacchierate, mi fece una domanda su Doumeki. Io le risposi abbstanza a colpo sicuro, ma poi tornai a rifletterci su, e mi capitò di parlarne con shu_maat. La quale mi dette una risposta più "moderata", diciamo.
Questa cosa fece scattare in me il desiderio di approfondire la cosa...
E nacque questa fic, riscritta più volte, e riletta dalle due anime pie che l'hanno ispirata. Non vi dico ora la domanda e la risposta, ve le dico alla fine. In realtà, in parte, in tutto questo c'entrerebbe un po' anche renki_chan, che ha scritto su un argomento simile, ma anche questo ve lo spiego alla fine...

Grazie perché siete della gente bella e in gamba, e perché leggete queste storielle, e perché queste storielle hanno senso se ci siete voi!



Fandom: XXXHOLiC
Titolo: I'm here
Rating: Per tutti
Warnings: Riferimento spoiler al vol.8
Scritta per: fanfic100_ita
Tema: #80 Perché?


I’m here


Dakishimete hoshii
Watashi wa koko yo to
Itsumo, itsumo

(Fiction Junction, I’m here)



-...era una di quelle cose portate da qualche viaggio da tuo nonno.-
La donna si pentì subito di quel che aveva detto. Ma ormai l’aveva detto, e la reazione che seguì, nel ragazzo, fu quella che lei si aspettava. La stessa reazione che il ricordo del nonno non mancava di provocare, da qualche tempo. Dall’inizio dell’anno, circa.
Sul viso del figlio, solitamente calmo fino all’esasperazione, passò per un attimo un’espressione di disagio. Uno sguardo ferito, qualcosa che non si riusciva a mandare giù.
Poi il ragazzo tornò ad essere il solito eternamente quieto Shizuka, e le rispose cortesemente e a proposito. E lei sospirò.
Quel figlio era difficile. Se l’avesse detto alla madre di qualcuno dei compagni di classe del ragazzo, l’avrebbe presa per pazza o magari l’avrebbe definita un’insoddisfatta, ma quella era la verità.
Era tranquillo, diligente, affidabile. Eppure era difficile. Il suo cuore era grande, ma era anche un universo a parte, che non riusciva a mandare segnali all’esterno. E quando lo faceva (come in quel caso), il più delle volte era impossibile decifrarli. E poi non era un ragazzo comune. Non le raccontava molto di ciò che faceva, dei suoi amici, ma la donna si sforzava sempre di leggere dietro il poco che Shizuka faceva capire. Il ragazzo attingeva ad un mondo strano e misterioso. Come suo nonno, probabilmente. E questo era bello, ma le faceva anche paura.

Quella sera, la donna raccontò al marito l’ennesimo episodio preoccupante, riguardo al figlio.
- Forse dovrei parlarci.- commentò lui, pensieroso.
- Cosa pensi che sia? Tuo padre è morto da anni. Perché sembra che, all’improvviso, senza spiegazione, il suo ricordo lo turbi?-
- Non riesco a capire. Sembra quasi che venga colto da un pensiero doloroso. Non lo so.- sospirò l’uomo, passandosi una mano sul volto. – A volte è così...-
Non finì la frase, ma la moglie capì.
- Credi che...abbia anche lui...Insomma...-
- E’ difficile da dire.- le venne in aiuto lui, comprendendo di cosa stava parlando. – Mio padre aveva molto potere spirituale. Vedeva le creature invisibili. E’ da tempo che sospettiamo che Shizuka abbia qualche potere simile, no?-
- E se...e se avesse incontrato lo spirito di tuo padre? Forse gli ha comunicato qualcosa che lo ha turbato. O magari ne sente solo di più la mancanza.-
- Non lo so. Davvero, non lo so. Domani provo a parlargli.-

Raggiunse il figlio, intento a prendersi cura del giardino del tempio. Sempre diligente, sempre attento, sempre pronto a fare il suo dovere...
- Shizuka?-
Il ragazzo lasciò subito il suo lavoro, raggiungendo in fretta il padre. Era alto e robusto, con un bel viso. Una persona normale, una bella persona che può davvero arrivare a ciò che desidera, nella vita, grazie alla sua determinazione.
Eppure a volte il padre si domandava se quel figlio sarebbe riuscito ad essere veramente felice. Chissà, forse la sua strada era diversa da quella della maggior parte delle persone.
- Shizuka, dovrei chiederti una cosa. Negli ultimi tempi abbiamo notato che c’è qualcosa che ti disturba. Tu...stai bene?-
- Io sto bene.-
- Shizuka, ascoltami. Abbiamo pensato che forse anche tu, come tuo nonno...-
- No. Non vedo gli spiriti.-
- Ma hai qualche genere di potere?-
Il figlio distolse lo sguardo e rimase in silenzio per qualche istante, come ponderando la risposta migliore.
- Credo si possa dire così.-
- E questi poteri ti causano sofferenza?-
- No.-
Risposta pronta e immediata, questa volta. Non ci aveva pensato nemmeno un istante.
- Sono contento. Ricordati però che se volessi parlarne, noi ci siamo.-
- Grazie.-
- Shizuka, però...Io credo che da un po’ di tempo, quando parliamo di tuo nonno, tu diventi triste. Mi sto sbagliando? C’è qualche problema?-
- Non c’è nessun problema.-
Quella invece era una risposta un po’ ambigua. Ma una mezza verità non è una menzogna, e tutti e due si accontentarono.

Quel giorno pranzavano senza Himawari, che era a casa, malata. Naturalmente Watanuki non la finiva più di ricordargli quanto questo fosse sgradevole. E lui cercava i modi migliori per farlo infuriare ancora di più. Si divertivano così, del resto.
...se l’avesse detto a Watanuki – il fatto cioè che fosse divertente per entrambi – probabilmente gli avrebbe fatto ingoiare il cestino del bento.
Uhm, forse prima o poi gliel’avrebbe detto. Stando attento al cestino del bento, però.
- Ieri è venuta una cliente.- iniziò ad un certo punto Watanuki. Quando gli parlava del suo lavoro, di Yuuko e di tutto ciò che vedeva e viveva lì, assumeva un’espressione seria e grave. Ovviamente anche molto buffa, dato che era di Watanuki. – Mi chiedo se la rivedrò. Intendo...viva.- continuò. – Perché, sai, ho come l’impressione che...-
Ad un tratto Watanuki spostò la sua attenzione su un punto indefinito poco distante da loro, smettendo di colpo di parlare.
- Qualcosa non va?- domandò lui, seguendo la traiettoria dello sguardo di Watanuki, ma senza capire cosa l’avesse distratto.
- No. Voglio dire, non è cattivo. Ma è strano.-
Ah, ecco. La visitina quotidiana dello spirito. Ne sentivano la mancanza.
- Strano come?-
- Strano come...come un...una...un...Oh, insomma! E’ un...-
- Lo vedo.-
Adesso lo vedeva, un essere evanescente, ammantato con qualcosa che sembrava un mantello di fiamme, che mutava forma ogni istante. A tratti spariva del tutto. Quando ricompariva, sembrava fare dei gesti verso di loro.
No, non verso tutti e due.
- Forse dovresti andare a sentire cosa vuole.-
- Eeeeh? Cosa? Io? Cos’è, hai paura e mandi me avanti?-
- No. Sono solo convinto che voglia parlare con te.-
- Con me?-
- E’ te che guarda. E poi tu stesso hai detto che non è cattivo. Puoi andare.-
- Va...va bene. Vado.-
Watanuki si diresse verso la creatura misteriosa, titubante, saltellando in maniera goffa, più che camminando. Sempre teatrale, sempre esagerato. Chissà cosa gli stava dicendo lo spirito. (Tanto verrà a dirmelo e non ci avrà capito niente. E non ci capirò niente nemmeno io, ma glielo farò pesare comunque.)
Poi lo spirito svanì nell’aria, disperdendosi in un’ultima fiammata del suo mantello, e finalmente Watanuki tornò, curioso e dubbioso. C’era un grande mistero da risolvere di sicuro. Routine, insomma.
- Che ti ha detto?-
- Uhm...qualcosa tipo...che uno dei modi migliori per dimostrare a qualcuno che gli sei vicino, è prendersi a cuore qualcosa che lui ha a cuore. Ma non chiedermi cosa volesse dire.-
- A me sembra piuttosto ovvio.-
- Certo che lo è!- si riscaldò l’altro. – Quello che intendevo dire è che non ho capito perché l’ha voluto comunicare a me!-
- Beh, sei sempre il loro preferito.-
- Cosa? Il preferito di chi?-
- Degli spiriti. Ti cercano tutti.-
- Ma cosa...cosa cavolo stai dicendo?-
Il messaggio dello spirito naufragò nella loro abituale conversazione, e per un po’ dimenticarono quell’ennesimo prodigio a cui avevano assistito. Tornarono a finire il pranzo, e la conversazione, tra battute e grida, riprese.
- Sai, due notti fa...- iniziò ad un certo punto Watanuki, ma poi si bloccò, come pentito delle proprie parole.
Già, ultimamente c’era un argomento sul quale tutti misuravano le parole, quando erano con lui.
Allora se n’erano accorti proprio tutti.
Era piccolo, quel sentimento che lo prendeva, quando sentiva il nome del nonno. Ma lo coglieva sempre di sorpresa. Una ferita piccola piccola, che però lui non riusciva proprio ad ignorare.
- Hai di nuovo sognato mio nonno?- indovinò. La sua voce si era fatta fredda, improvvisamente.
- Sì.- confessò Watanuki. E quella ferita piccolina e infida riprese a fargli male.
Perché?
Perché lui?
D’accordo, Shizuka non poteva vedere gli spiriti. Ma un modo poteva trovarlo, il grande Haruka Doumeki, no? Perché non tentava di comunicare anche con lui? Aveva sempre detto che Shizuka gli era caro.
Perché continuava a lasciarlo solo, per apparire nei sogni di un altro?
Perché?
E poi...tutto si ricompose: tutti i pezzi al posto giusto, e la risposta che brillava davanti ai suoi occhi. Quasi si diede dello stupido, per non essersene reso conto.
Non appare nei sogni di un altro qualsiasi.
Ora le parole dello spirito avevano senso.
Uno dei modi migliori per dimostrare a qualcuno che gli sei vicino...
Sì, ne avevano.
...è prendersi a cuore...
- Cos’ha fatto, ti ha tirato fuori dai guai, nel sogno?-
...qualcosa che lui ha a cuore.
- Eeeeeh? Cosa hai osato dire? Cosa vorresti insinuare, che io mi metto nei guai?-
- No. Infatti io vengo con te per divertimento.-
Non era un messaggio per Watanuki, quello. Era diretto a lui, ovviamente.
Non che risolvesse la cosa. Non del tutto, almeno. Non avrebbe fatto sparire la piccola ferita, né avrebbe risposto al suo perché.
Però...almeno era un segnale. Un suggerimento sleale, bisbigliato tra le pieghe del tempo, un invito a guardare oltre le cose.
Non spiegava il perché, ma era meglio di niente.
- Ma come ti permetti? Tu...Tu...!-
- ...quanto sei rumoroso.-
Ma nonostante tutta quella confusione, non gli sfuggì l’alito di vento che sfiorò l’erba, gli alberi alle loro spalle e poi loro due, rapido e leggero come una risata. La risata di qualcuno che era lì, senza nessun dubbio.



Credits
- fengtianshi: “Secondo te, Doumeki è un po’ geloso del fatto che suo nonno, al quale sembra fosse molto legato, appare nei sogni di Watanuki, e non a lui?”
- shu_maat: “Magari c’è un motivo per cui Haruka non può apparire al nipote, e lo stesso Doumeki lo sa, però forse un po’ geloso lo è. O almeno, si domanda se proprio è impossibile vedere suono nnno...”
- renki_chan ha scritto una storia dove approfondisce il perché Haruka non può apparire a Doumeki.

Quindi, a loro è dedicata la storia! ^__^

Comments

( 9 commenti — Su, via, una parolina dimmela! )
renki_chan
May. 8th, 2007 07:34 pm (UTC)
Che carina *______*
Finalmente ho avuto modo di leggere la tua fic su questo tema a noi caro... molto bella come sempre. Mi piace l'idea che Doumeki sia geloso, ma che poi capisca l'intento del nonno^^ Ho apprezzato soprattutto il suo discorso con il padre e la madre^^ Complimentoni ^__^
e buon lavoro con le altre fic ^_^
juuhachi_go
May. 8th, 2007 08:43 pm (UTC)
Zia ç___ç Mi mancani i capitoli di Tsubasa 118, 119 e 120, più dal 134 al 149, me li puoi caricare da qualche parte, ti prego ç___ç!!

PS: Dove diavolo sei? STO LEGGENDO TSUBASA E DEVO PARLARNE XD!
renki_chan
May. 9th, 2007 09:24 am (UTC)
....ehm... immagino che la richiesta fosse rivolta ad Harriet, vero? perchè non credo che noi due ci conosciamo ^^""
Avrai sbagliato a clikkare per lasciare il commento lasciando una risposta al mio invece che commentare il post di Harriet. Scusa se te l'ho fatto notare, ma così adesso puoi contattare Harriet^^
Ciao ^^
juuhachi_go
May. 9th, 2007 12:19 pm (UTC)
L'ho fatto con cognizione di causa, non temere XD, solo che ero di fretta è_é, comunque lei capisce al volo ^_-!
fengtianshi
May. 9th, 2007 01:45 am (UTC)
Awww il Doumekoso problema!!! ç___ç
Questa fic è così dolce che mi si scioglie il cuore tutte le volte che la leggo! Mi piace moltissimo come mostri che Shizuka alla fine non è che risolva il suo piccolo problema, in fondo suo nonno deve mancargli in modo incredibile (a chi non mancherebbe? **)!
Questa è una storia che adoro davvero, specialmente l'ultima frase, mi mette i brividi e i lacrimoni agli occhi ogni volta!!! ç__ç

...ora purtroppo però sono convinta che Haruka non esista davvero e che scomparirà presto, quindi chissà se avrà mai occasione di incrociare davvero Shizuka! T___T
fengtianshi
May. 9th, 2007 01:53 am (UTC)
No ferma tutto... ci sono!!!! E' chiaro!!!
Shizuka e Haruka nn possono incontrarsi perchè sono interpretati dallo stesso attore!!!


...ignorami...
xmelchanx
May. 10th, 2007 03:29 pm (UTC)
Un'altra Holic troppo bellina! *_*
Davvero, era troppo carina, e Haruka...lo amo, quel nonno çOç
La frase dello spirito mi sapeva molto di clamposo, se devo dire *___*
Mi sentp cretina a dire sempre le stesse cose, ma che ci devo fare se i sentimenti che m'ispirano queste fics sono sempre così positivi e un tantino deliranti? XD
Quindi...complimenti *_*
Sarebbe bello se una volta tanto Doumeki glielo dicesse, quanto in realtà si divertono a litigare...ci conto di leggerlo, prima o poi ;-)
kairiucci
May. 17th, 2007 11:30 am (UTC)
Oh, che bella** Non mi sono mai chiesta se Doumeki posso essere geloso o no di questo, ma perché non gli appaia mai in sogno sì... Chissà se nel finale il nonnimo gli farà almeno un saluto... Però la risposta che hai dato tu Harriet, mi è piaciuta davvero molto *____*
layshaly
Jan. 25th, 2009 02:00 pm (UTC)
Come sempre, meravigliosa.
Dovrai scriverne una brutta prima o poi, o finirò col diventare ripetitiva! :P
( 9 commenti — Su, via, una parolina dimmela! )

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