Harriet (harriet_yuuko) wrote,
Harriet
harriet_yuuko

Inori, negai, kanashimi...

Salve, popolo che transita in queste lande.
Sto ascoltando per la settecentonovantacinquesima volta "Prhythm" degli Angela, c'è una canzone che si chiama "Tsubasa" che mi piace da morire (le parole random del titolo del post vengono dal ritornello!XD), ci sono "Decide" e "Forget everything" che ho già eletto a droghe del momento, e c'è "Mirai to yuu na no kotae" che è la mia preferita di tutti i tempi.
Una volta farò un post sugli Angela. Una volta dopo che avrò fatto post su TUTTE LE ALTRE COSE di cui vorrei sproloquiare!XD

Ora penso che parlerò un po' di Death Note, Holic e Tsubasa.

Death Note
E così è arrivata anche la puntata 25, splendida visivamente, con tante intuizioni. Eppure non mi ha convinta. E' tutta giocata sull'atmosfera, più che sulla tensione (com'era nel manga.) Ci sono dei particolari che sono oggettivamente belli e intriganti (la chiacchierata sul tetto con relativo domandone), eppure...Forse non stavano bene proprio in questo punto.
Non so...
Sarà lo stato d'animo che hanno scelto di attribuire ad L. Io lo immaginavo in tutt'altra maniera, molto più concentrato e teso, forse. I sentimenti, il nervosismo, l'esasperazione, se c'erano (e non dubito che ci fossero), ricacciati in fondo all'animo, perché non era il momento giusto per tirarli fuori.
Buh.
La lavanda dei piedi mi ha dato l'impressione di essere più una fanfiction che una puntata dell'anime... >__> (e infatti già ha scatenato l'Apocalisse...)
Ciò non toglie che sia, ripeto, una puntata fatta splendidamente, con alcune cose veramente belle e toccanti.
Però...
Ecco...
Stiamo parlando della puntata che riporta gli eventi del capitolo 58, volume 7...

EDIT: In questi giorni ho veramente parlato tantissimo, con tantissime persone, di questa puntata. Comunque, l'uscita più geniale sull'argomento secondo me è questa, di fengtianshi (spoilerosa, per cui evidenziate il sottostante testo bianco, per leggere! E suppongo che si debba conoscere un po' fengtianshi per capire!XD):
"Insomma, la parte yayoyo non mi è piaciuta e il finale non mi ha fatta piangere. ME. E' grave!!!!"


Tsubasa e Holic.
Ageha e colleghe... con quanto amo prendervi in giro, mi devo solo inchinare a voi!
Stanno facendo un lavoro magistrale, con questi due manga. Anche se le riempio settimanalmente di accidenti per l'angoscia che mi provocano, in realtà, quando ri-esamino i capitoli a mente più lucida, mi rendo conto che sono veramente belli, costruiti bene e sorprendenti. Se c'è una cosa che dà veramente soddisfazione, è quando uno dei tuoi autori preferiti ti sorprende.
In Holic la "saga" dei guanti è bellissima, e il capitolo 132... La cosa più orribile che sia successa! Non è niente, oggettivamente. Dura tre pagine. Abbiamo visto di peggio, certo. Eppure...

Ora faccio la mia classifica delle cose migliori di questi ultimi mesi, secondo me.

10. Le splash pages di Infinity (TRC 136-149)
9. L'abbigliamento generale di Infinity...
8. Le splash pages con Maru e Moro (Holic 130), Fay e Kurogane, Sakura con i suoi..."cavalieri" (TRC 141 e 145)
7. Kuroganeeeeee!!!!! (...praticamente sempre, da un po' di tempo in qua.)
6. Watanuki e le sue doti di sarto!XD (Holic 129-132)
5. Eagle il padrino...(TRC arco di Infinity)
4. La determinazione di Sakura! (Anche lei, sempre!)
3. La copertina dell'ed. di lusso, con Subaru (TRC)
2. La sempre gradita apparizione della "faccina" di Watanuki! (Holic 129)
1. I capitoli 148-149 di Tsubasa. Parlano da soli, credo. A parte per la sorpresa, l'angoscia, l'orrore (io ho risognato di notte la cosiddetta "Torre di Delano" - chiedete a Wren perché si chiama così) e la tristezza assurda che ti comunicano, sono splendidi come disegno e come "regia". Dalla sopracitata torre all'evento del 148, dal grido all'abbraccio del 149, è tutto veramente incredibile.

Bien, vi lascio con una storiella, ma prima ringrazio ancora TUTTI quelli che leggono e seguono le mie storie, le fanfic, le scemate e il Lanternino.
GRAZIE, davvero.

Questa è una storiella leggera. L'episodio dell'Hydrangea... da un altro punto di vista. Con un po' di speculazione/fantasia/tentativo di riparare alle scemenze di Ageha (perché, in nome del Cielo, se hai un ombrello non lo usi?)
A Wren è piaciuta tanto...XD (No, ok, era una battuta, la pianto!XD)

Buona lettura, grazie di tutto, a presto.



Fandom: XXXHOLiC
Titolo: Ten hours (daaai, che in inglese fa figo...) (Dieci ore, comunque, è un'esagerazione, Ageha...)
Rating: Uhm... Genitori, perché i bambini non tentino di rifarlo, a casa
Warnings: Spoiler per il vol. 5
Scritta per: fanfic100_ita
Tema: #6 Ore

Ten hours

D’accordo, c’era un limite a tutto.
Fare cose strane andava bene. Non l’aveva mai visto come un problema.
Fare incontri poco rassicuranti poteva andare. Almeno finché aveva un arco e un po’ di capacità di concentrazione, e di solito li aveva. Quindi, nessun problema nemmeno lì.
Venire quasi ingoiati dal mostruoso spirito protettore della scuola poteva anche essere sopportato. In fondo non era durato così tanto...E poi, era pur sempre un avversario, qualcosa contro cui potevano combattere.
Ma questo...
Cercò una posizione migliore: accoccolato in quel modo a terra era tremendamente scomodo. Forse però il terreno bagnato era peggio. No, peggio di tutto era l’acqua che continuava a rovesciarsi giù dal cielo addosso a lui.
Ma proprio uno spirito della pioggia doveva aver bisogno di loro? E comunque, se era lo spirito della pioggia, non si poteva degnare di dar loro un po’ di tregua e fare smettere di piovere?
Sospirò, guardando con aria dubbiosa l’oggettino che stava stringendo in mano.
Prima era stato tentato di lasciarlo andare per un attimo. Non perché volesse creare dei guai alla persona che, probabilmente, avrebbe avuto salva la vita proprio grazie al nastrino, e nemmeno perché non gli interessasse la sua sorte. No, era stata una di quelle pulsioni insensate che hanno spesso i bambini, quando sono presi dall’estro di fare una cosa che sanno essere pericolosa. Gli era venuto il pensiero: “Adesso lascio il nastrino per tre secondi, dai, non può succedere nulla! Tre secondi. Il tempo di riprendere l’ombrello, ammesso sia ancora utilizzabile.”
Non l’aveva fatto. Il pensiero era rientrato subito. E poi era meglio non scherzare, nemmeno solo per ipotesi, con le faccende spirituali.
Se pensava che c’era la vita di qualcuno appesa ad un filo – anzi, ad un nastrino per capelli da ragazza – e che lui aveva la responsabilità di quel nastrino...
Sì, ma perché lui, accidenti?
Perché proprio in un giorno di pioggia?
Perché quel tipo si era fatto ingoiare da un’ortensia?
Perché aveva la sensazione che la maga gli avrebbe chiesto un pagamento, in cambio del consiglio relativo al nastrino?
Perché si era fatto prendere dal panico, prima, quando lo scemo era sparito, e aveva gettato lontano l’ombrello, causandone la totale rovina e la sua attuale inservibilità?
Smise di farsi domande e cercò di pensare ad altro. Anche se era difficile, con la pioggia che gli aveva inzuppato completamente i vestiti, il gelo che gli era entrato dentro, e il cielo che si faceva sempre più scuro.
E il tempo che passava, senza notizie.
Se arriva qualcuno e mi vede, chiama la polizia.
Ecco, tra le lezioni che avrebbe imparato quel giorno, c’era anche quella che recita: non chiamare mai le sfortune, esse sono sempre pronte ad arrivare.
- Ehi, che stai facendo?-
Ma...ma la gente normale, di solito, non se ne stava in casa, vicina al termosifone e tutta involta in un bel plaid, quando pioveva? Perché mai qualcuno doveva passare dal parco proprio sotto quel diluvio?
Il ragazzo si voltò per vedere chi l’aveva apostrofato. Si trovò davanti un uomo (che indossava un impermeabile, e aveva un grande ombrello e anche una sciarpa), un uomo dall’espressione sconcertata che lo fissava come se avesse visto un fantasma.
Beh, l’uomo no, ma avrebbe scommesso che lo scemo, ovunque fosse, ne stava giusto vedendo qualcuno.
- Si può sapere cosa fai lì, sotto la pioggia? Sei completamente inzuppato!-
Credi che non me ne sia accorto?
- Uhm. Ecco. Sto cercando una cosa.-
- Stai cercando una cosa...con questo tempo? Dico io, ma sei folle o cosa?-
- Ho quasi finito.- borbottò il ragazzo, sperando di toglierselo di torno.
- Tu stai facendo qualcosa di strano! Nessuno si metterebbe a cercare una cosa con questo tempo!- insisté l’uomo, che decisamente non doveva avere niente da fare. Ma che bello.
- E’...uhm...Una cosa preziosa.-
- Cosa credi, che si volatilizzi? Non puoi rimanere lì sotto la pioggia!-
- Senta. Io...Beh, ho quasi finito, sto bene e non si deve preoccupare.-
- Non mi sento in pace con me stesso, se ti lascio lì!-
- Allora dovrà tornare a casa senza essere in pace con se stesso.-
Detto questo, il ragazzo si voltò e smise di dare la sua attenzione all’altro.
- Tu sei pazzo!-
Questo è abbastanza vero.
Per fortuna la strategia funzionò. L’uomo si allontanò da lì, continuando a blaterare sull’assurdità della situazione, e il ragazzo non poté fare altro che trovarsi d’accordo.
Quante ore erano passate?
Adesso gli faceva veramente male tutto.
E se legassi il nastro ad un ramo della pianta? Non funzionerebbe lo stesso?
No, probabilmente no.
E perché?
Perché...perché...perché aveva il sospetto che c’entrasse molto anche il suo stare ripiegato sotto la pioggia, con quello che stava facendo. Non si trattava solo di reggere il nastrino per evitare che lo scemo venisse definitivamente inghiottito dalla pianta o chissà da cosa. Nelle faccende spirituali c’era sempre il concetto di sacrificio, con cui fare i conti. Forse era una follia prodotta dalla sua mente provata, ma aveva l’impressione che non avrebbe funzionato granché, se lui non avesse sofferto un po’.
Magari poi non era vero.
Ma non aveva voglia di legare il nastrino alla pianta comunque.
Ormai aveva fatto tanto. Non poteva volerci ancora molto, no? Era lì da ore. Se almeno la maga fosse rimasta a coprirlo col suo ombrello. Oh, non avrebbe resistito ancora per molto. Voleva alzarsi in piedi. Voleva asciugarsi. Voleva prendere qualcosa che gli facesse passare il mal di gola che già sentiva.
Voleva annodare quel dannato nastrino da qualche parte, o magari dargli fuoco, una volta che lo scemo sarebbe uscito fuori (comunque avrebbero dovuto ricomprare dei nastrini a Kunogi.)
Voleva alzarsi. Voleva coprirsi. O anche solo svenire, ma non ce la faceva più a...
- Sta tornando, non ti preoccupare, Doumeki-kun.-
Sollevò il viso contratto in un’espressione sofferente e incontrò gli occhi della maga. Lei sorrise, quasi con dolcezza, e tese l’ombrello per riparare il ragazzo. Lui non disse nulla. Richiamò a sé le forze che ancora aveva, e aspettò: gli ultimi minuti, i più tremendi.
E poi, finalmente, sentì tirare il nastro...e allora parve riprendere vita e iniziò a tirare dall’altra parte...fino a riportare alla luce l’altro ragazzo.
Lo vide comparire, vide il suo viso prima stupito, poi colmo di dolcezza e malinconia e vide la piccola mano scheletrica che sfuggiva dalla sua stretta.
Forse non ero l’unico che si è trovato a vivere una cosa difficile.
Ehi, però lui non è stato ore sotto la pioggia.
Questa gliela faccio pagare.

Tags: fanfic 100, fanfiction, tsubasa reservoir chronicle, xxxholic
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