May 17th, 2012

Story of my life

and they're happier as a rule

Dal primo giorno sulla Terra le persone hanno creato delle società così piene di sistemi, strutture e regole inutili e dannose da rendere infelice un buon 80% di quelli che ci vivevano dentro.
Mi è sempre piaciuto immaginare i movimenti innovativi, le idee rivoluzionarie come luoghi di libertà interiore, luoghi dove ci si sentiva finalmente accettati e amati, senza doversi piegare ai decreti scritti e non scritti della società, limitanti e oppressivi non a livello legale, ma umano, personale. Mi è sempre piaciuto immaginare così anche la Chiesa delle origini: un posto dove tirare un respiro dalle formalità rigide, dalle credenze secondo le quali se nascevi con un problema di salute, era colpa dei peccati di tuo nonno e così via.
Le strutture opprimenti sono una quantità impressionante anche oggi - non cessano di esistere, si evolvono e si rinnovano - e quelle che mi spaventano di più sono quelle subdole, poco visibili, annidate nelle parole e nelle abitudini, quelle che anche noi, che ci professiamo liberi e accoglienti, a volte portiamo avanti senza rendercene conto.

Davvero, qualunque cosa siete, se non fate del male a voi stessi e agli altri, siatelo.