?

Log in

No account? Create an account

May 5th, 2011

In piena crisi da "ma ho il diritto di infilare tragedie reali italiane in una storia in cui si parla di realtà, sì, ma anche di fantasmi e simili?"
Però... Però è comunque una storia che, a parte i fantasmi e le dimensioni parallele, racconta anche (o forse soprattutto) del risveglio della coscienza civile in una persona giovane. Va bene, finirà per mettere in pratica il suo desiderio di impegnarsi in modi non convenzionali, che implicano anche i soliti fantasmi. E' comunque una storia di impegno sociale, di questo sono profondamente convinta. E' quello che volevo scrivere, forse senza nemmeno saperlo bene, è quello che sento tanto il bisogno di comunicare da alcuni anni a questa parte.
Allora, ritorno alla domanda iniziale: ho il diritto, per esempio, di citare la strage di via dei Georgofili, in una storia ambientata a Firenze, tra la primavera e l'estate del 1993?
Secondo mio padre, anima santa che sostiene e aiuta questo progetto in maniera mirabile, ho il dovere. Dice che non posso ambientare una storia in Italia, nel 1993, prescindendo dal discorso politico. Che non c'è spazio migliore di una storia sui fantasmi per citare una vicenda come quella del 27 maggio 1993.
Mi domando se anch'io non sto cadendo nella trappola della critica letteraria ideologizzata che ormai da anni ha tolto credibilità alla letteratura fantastica in Italia. Ho paura a parlare della realtà tragica in una storia parzialmente fantastica, perché penso di "giocare" con le cose serie?
Forse, e in tal caso mi odio un po'.
Eppure andare a caccia di pezzi di storia di Firenze - e dell'Italia - per scrivere questa mia storia, andare a recuperare cose che magari ho vissuto, perché nel '93 c'ero, ma ero piccola e non capivo troppo bene... Insomma, andare, scavare, leggere e scoprire, mi ha fatto sentire ancora di più quest'urgenza di dire, in qualunque modo mi è possibile (dalle canzoni alle lezioni in classe) che bisogna aprire gli occhi, che il mondo non è solo un posto dove transitiamo per caso, ma è più che mai casa nostra.
Può funzionare anche una storia di fantasmi, per dire queste cose?
Io credo di sì. Spero di sì. In ogni caso, giuro che non ho mai camminato così in punta di piedi, come stamattina, mentre scrivevo di cosa faceva il mio protagonista, il 27 maggio 1993.

Tags

Powered by LiveJournal.com
Designed by Tiffany Chow