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May 2nd, 2011

Senza voler passare per il difensore a tutti i costi di casa mia (sono tutto fuorché questo), ma...
Mi domando, dei tanti articolisti e bloggatori polemici, quanti hanno parlato con gente che lavora per l'ufficio che si occupa delle cause di beatificazione? Quanti di quelli che amano descrivere certi movimenti ecclesiali come "integralisti" o "sette", hanno idea di cosa stanno parlando? Quanti hanno conosciuto membri con responsabilità, per esempio, del Movimento dei Focolari, o altri movimenti simili?
Davvero, lo vorrei sapere.
Quanti di loro l'hanno fatto, io non lo so.
Io sì, però. Le ho fatte, queste cose. Le vivo. La merda della Chiesa la vedo più e meglio dei signori opinionisti in malafede. La merda dei "nostri" leader arretrati di secoli, tronfi, magniloquenti, convinti ancora di doversi imporre, focalizzati sulle apparenze e sempre tesi a nascondere i propri panni sporchi.
Ma vedo anche gli altri aspetti, quelli che agli opinionisti in malafede non interessano. Forse, anzi, ne sono quasi disturbati. E quindi, via con le cazzate.
Perché io sono la prima a conoscere e riflettere, per esempio, su tutte quelle che possono essere le "cose oscure" che aleggiano sulla figura di Giovanni Paolo II. Però, davvero, me lo trovate un personaggio pubblico di qualsiasi provenienza che non sia dovuto scendere a compromessi? Uno che non sia almeno un po' controverso? Trovatemelo, grazie.
E poi, siccome la gente che lavora per le cause di beatificazione dei santi di solito sono studiosi che ci spendono la vita, e non esperti di marketing, io tendo a fidarmi abbastanza delle scelte che vengono fatte. Ripeto: non sono esperti di marketing che scelgono il personaggio famoso figo da propinare ai fedeli, eccolo scodellato il santo, diamo al popolino quel che vogliono, che sono soldi nelle casse. Va bene, ci sta anche che ci sia chi la pensa così.
Ma ci sono anche studiosi onesti. Gente che, tipo, fa il professore di scuola media, è timida e ligia, e collabora alle cause per amore. Davvero. Vi parlo per esperienza.
Giovanni Paolo II non era solo quell'omino carismatico che incantava tutti dicendo sempre la cosa giusta al momento giusto. Vivendo nella Chiesa - dentro, standoci dentro, non guardando da fuori con settantaquattro paia di occhiali-pregiudizio addosso - si sperimenta il fatto che sia stato davvero un innovatore. Uno che affronta i problemi imbarazzanti col passato (andare in Israele, chiedere perdono al popolo ebraico per i secoli scorsi), uno che ricerca idee nuove (il lavoro costante per promuovere la donna), uno che prende una posizione chiara di fronte a mafie e guerre.
Ha incontrato dittatori e fondatori di gruppi cristiani estremisti. D'accordo. Li ha pubblicamente sostenuti, ha appiccicato i loro adesivi sulla papamobile? Mah, a me non è mai sembrato. La banca vaticana è sospettata di aver sostenuto situazioni politiche mondiali discutibili? Ma di sicuro: i soldi fanno sbarellare chiunque. Mi date una prova certa di un coinvolgimento diretto e convinto di GP II? Se ne può parlare. Di voci o di "sicuramente lo sapeva" me ne faccio anche il giusto.
Non so come vive un papa, ma ho presente bene come vive un vescovo: già nel piccolo di una diocesi piccola, i compromessi sono miliari. Al giorno. Miliardi al giorno di incontri forzati, di gentilezza forzata, di politically correct fino alla morte, di detti e non detti obbligati. Se lo si moltiplica per un papa... Io ho tanto l'idea che i papi, alla fine, spesso possano davvero fare ben poco.
C'è un "gruppo di potere" a Roma? Ma di sicuro. E' composto da un buon 90% di teste di cazzo? Ma anche sì. C'è qualcosa di pulito, nella Chiesa? Sì. Sarà una percentuale minima, sarà pocò, sarà quasi niente, ma c'è, c'è anche a Roma, ed è una cosa che vede chi ci sta dentro e chi, per una volta, ha la decenza o l'onestà intellettuale di posare i pregiudizi.

E ancora... Questo lo chiedo un po' a tutti: ma voi lo sapete perché GP II è stato beatificato ieri, di tutte le domeniche dell'anno? Perché un motivo c'era, e non era quello di rompere il cazzo alla festa dei lavoratori, o di appropriarsi di una giornata laica o cose simili.

Le critiche le accetto, la malafede mi fa girare le palle. Da gente tipo il solito Odifreddi, per esempio, poi, che, secondo me, stava con una scout, quando aveva vent'anni, e lei non gliela dava. Altrimenti un astio distruttivo del genere non si spiega.

Io sogno un momento storico in cui la Chiesa avrà capito che non deve contare niente, a livello politico (in senso lato.) In cui la Chiesa non varrà un cazzo, ma farà il suo, nel silenzio, senza rompere le palle, senza sputazzare arroganza, senza imporre niente a nessuno, ma limitandosi a fare quello che, mi pare, ci era stato chiesto: essere sale.
Se di sale in un piatto ce ne butti un quintale, vomiti.
Ci è stato chiesto di provare a "insaporire" la realtà e il mondo con quello che ci è proprio - l'amore, che non è una parola melensa e passata di moda, ma è uno stile di vita. Ed è l'unico l'unico l'unico l'unico modo in cui ancora possiamo essere credibili, l'amore.
L'amore di quella Chiesa scalza, per citare uno che di sicuro non è come il vecchiume marcio di Roma, che sta con gli ultimi, che si apre alle novità, che non spreca il tempo a dire cazzate fuori posto, ma misura le parole e si rimbocca le maniche.
Questo momento che sogno probabilmente verrà quando sarò morta da tre secoli, ma sperare non costa nulla e ti fa vivere meglio che rantolando rancori e ribollendo nell'astio, no?

(Scusate lo sputo. Ma almeno so - per un buon 95% almeno - di cosa sto parlando. Se avete voglia di una conversazione sulle stronzate inaccettabili ecclesiali e sui rigiri politici chiesaioli, vi giuro che non troverete persona più felice di me di parlarne. Ne so quanto basta per far inorridire. Ma se ancora mi ostino a voler salvare qualcosa, vuol dire che, di contro, so anche quanto basta per rimanerci. E capisco che chi è fuori e non condivide abbia il diritto sacro di criticare. Quello che urta, ripeto, è la malafede, e la distruzione sistematica di quei personaggi affascinanti che potrebbero, invece, fare anche un po' da ponte tra credenti e non.
E' che ritrovarsi sempre tra i tuoi leader che fanno stronzate e i tuoi oppositori che generalizzano fa perdere la pazienza. E' un modo di vivere anche doloroso. Ti viene voglia di sbattere la testa contro qualcosa - o di sbatterci le loro teste, ancora meglio.)

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