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February 24th, 2011

Corollario al post sulla vecchiaia

Ora, non è che io sia una settantenne che parla ai nipotini, anche se a volte mi piace assumere la posa drammatica da donna vissuta, eh. Perdonatemi. Ho questa vena teatrale, un po' da personaggio, che a volte non riesco a tenere a bada.
Però grazie a chiunque si è fermato a leggere e commentare.
Sul tema di "migliori anni? WTF?" ho scritto diverse cose, quindi ora sfrutto il fatto che siamo in argomento e VI BECCATE LA PUBBLICITA'!
E, no, non mi sento in colpa: è il mio livejournal e fondamentalmente è sempre stato qui per ammorbare il mondo con le cose che scrivo. Io le piazzo qui. Non chiedo di leggerle, e se dovete scegliere tra leggere una storia o continuare a seguire e commentare amorevolmente i post deliranti che compaiono qui, preferisco la seconda: mi garbate un sacco, commentatori, sapete? <3 Vi voglio bene!

Comunque...

- Queste non sono maschere. Tre mini capitoli, i primi due a proposito di adolescenze un po' scombinate, l'ultimo centrato su "non stai facendo le cose giuste per la tua età". (Sono un po' di retroscena sugli attori girovaghi, se quelle due o tre persone che hanno letto la loro storia se lo stessero chiedendo.)

- Smile like you mean it. Una delle storie sull'hotel Redemyran, a proposito del passato del pianista. Aspettative troppo alte sulla vita, finché... Non si scopre che c'è anche di più. Per un buon 80% autobiografica.

- The best days of our lives. Era il lontanissimo 2006 quando scrivevo questa cosa, il primo tentativo di venire a patti con il liceo. E le foto di classe. Questa non è autobiografica, se non nelle sensazioni di fine storia. A differenza del protagonista, io un po' di persone da ricordare dei tempi complicati ce le ho. E la mia famiglia non è così rompipalle.XD Ma... Inquadra esattamente quello che si diceva ieri l'altro, e ricordo che per l'epoca in cui la scrissi era già un grosso traguardo, per la scema della sottoscritta.

- Il giorno in cui Lora Arvess divenne invisibile. Ambientata nel mondo di The Olde Village Lantern, circa tre anni dopo la fine, parla di una graziosa cittadina con gli orizzonti mentali ampi quanto una tazzina da caffè. Dedicata a tutte le ragazze che si sentono finite a ventidue anni, perché magari sono single. E a tutte le persone che guardano i "pazzi" da lontano, timorose anche solo di parlarci, perché potrebbero "contagiare".

Questa c'entra relativamente poco con il tema, ma è nuova e non l'avevo ancora segnalata:
What once was mine. Problemi di integrazione di uno spirito naturale un po' rompiscatole costretto a vivere in Valdarno tra i terrestri.

Grazie dell'attenzione, oggi e sempre! <3
*torna a ri-studiare latino per i pargoli*

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