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February 21st, 2011

Hai paura del tempo che passa?

Anche a voi hanno detto che le cose vanno fatte quando si è giovani? Vi hanno raccontato tutte quelle storie sugli anni migliori, quelli del liceo, e l'estate più lunga della vostra vita, quella dopo la maturità? Siete del parere che funzioni come nel calcio, dove sei vecchio quando passi i trent'anni?XD

In una delle ultime storie che vi ho scodellato ho fatto dire a un pazzo che invecchiare è divertente, perché "è che dopo impari ad ascoltare le cose come se fossero sempre sinfoniche, mentre prima eri concentrato solo sul cantato."
Che suona bene, come frase di un folle, ma in realtà è una cosa che ho capito lo scorso ottobre, mentre cucivo e riascoltavo alcune canzoni che, per caso, non sentivo più da una decina d'anni. Mi sono accorta che allora seguivo solo la melodia del cantato, e tutto quanto l'arrangiamento era solo un bello sfondo, ma non mi coinvolgeva più di tanto. Invece ora mi sembra di capire meglio tutti i suoni, e di saper seguire e apprezzare sia il cantato che l'arrangiamento. Sarà che l'orecchio si è abituato, ascoltando e suonando. Però, davvero, mi è sembrato di non aver mai afferrato del tutto quelle canzoni, e di averle comprese solo a metà.
E mentre mi stupivo un po' di questo fatto, ho pensato: "cavolo, se invecchiare vuol dire imparare a godersi di più le cose belle, allora va benissimo, mi garba, ci sto!"
Stupido? Consolatorio?
E chi se ne frega.
Prego di arrivare all'ultimo giorno della mia vita con questo spirito.
La mia adolescenza è stata un lungo sogno, strano, confuso, molto solitario, pieno di cose inquietanti avvenute in gran parte solo nella mia mente, ma delle quali ancora porto una traccia che non mi piace. E' stata un guardare da lontano e in silenzio, immagazzinando una quantità di cose, cose belle - e cioè alcune persone, molte delle quali sono ancora accanto a me - ma anche tanta robaccia, tutto aspettando di avere l'ispirazione giusta per aprire una porta, provare ad alzare la voce (e tutto questo è ASSOLUTAMENTE IL PARADISO in confronto alle vite di tre quarti di mondo, quindi non mi lamento proprio di nulla. Però, nei miei ricordi, è così. Non è un posto dove ritorno volentieri, la memoria di quel periodo.)
Il mondo si è messo a girare seriamente dieci anni fa. Da allora a oggi, nonostante nel mezzo ci siano stati i due momenti più oscuri della mia vita, le cose sono sempre migliorate. Alcuni dei miei desideri si sono realizzati. In modi assolutamente folli e inaspettati, ma va bene così.
La vita continua a sembrarmi sempre più sinfonica. Sono profondamente grata per questo. Non ho paura del tempo.
Io vado a caccia di sinfonie, accumulo ricordi, traccio sempre più chiaramente l'immagine di quello che vorrei essere e apprezzo quello che mi succede. Non è male.
Non ha senso aver paura del tempo.
Del resto, come mi disse dieci anni fa una persona intelligente (che adesso è tra i miei colleghi a scuola), "il giorno migliore è sempre quello che deve ancora venire, no?"

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