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April 19th, 2010

What you stole I would have given freely

Do you know what it's like when
You're not who you wanna be?
Do you know what it's like to
Be your own worst enemy
Who sees the things in me I can't hide?

Do you know what it's like
To wanna surrender?

I don't wanna feel like this tomorrow
I don't wanna live like this today
Make me feel better, I wanna feel better
Stay with me here now and never surrender

Make me feel better, you make me feel better
You make me feel better, put me back together

I don't wanna feel like this tomorrow
I don't wanna live like this today
Make me feel better, I need to feel better
Stay with me here now and never surrender



A parte la citazione degli Skillet, a parte l'ora di mattina (ho da finire un articolo entro 5 minuti e poi devo partire di corsaXD), volevo dire che sono felice, di questi tempi, ma di quella felicità combattiva, che nasce prevalentemente dal non lasciarsi andare alle cose negative - da quelle minuscole della vita quotidiana a quelle più grandi. E' come se, nonostante tutto, ci fosse sempre qualcosa che mi sprona a mandare a quel paese il desiderio di scazzo e lamentela, e il più profondo e inquietante desiderio di rassegnazione.
Volevo dire anche che non sono e non voglio essere una di quelle persone che ha tutto e può avere tutto solo con un gesto. Le cose che faccio, le voglio raggiungere con fatica. Perché altrimenti non ha più gusto nulla. E questo vale per il lavoro, l'amicizia, la scrittura, il cosplay, la musica, il teatro e qualsiasi altra cosa.
Questo per dire che no, non è tutto uguale, non è tutto un gioco, non esiste la parola "hobby", una cosa persa è persa, non c'è niente di banale e le cose che decido di fare hanno un valore.

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