January 25th, 2010

Tori Amos

Trame, artifici e sprechi

Ho scoperto una cosa inquietante: sto diventando una pignola di merda nei confronti delle storie. Mie e altrui.
Sarà il prolungarsi dell'estenuante attività di Caccia Ai Buchi Di Trama nei miei racconti, sarà la costante ricerca di idee avvincenti e funzionanti, e magari pure un po' originali. Non lo so... Però sono terribile, e mi dispiace.
Esempio risalente a meno di un'ora fa: ho finito di leggere L'eleganza del riccio. Bel libro, in generale: un 7 +, se dovessi dargli un voto. Una bella storia, una scrittura molto buona, a parte alcune cose che mi hanno entusiasmata meno. Però... Ho trovato il finale scontatissimo. Succede "la cosa grossa del finale", e subito il mio cervello ha pensato a un anime che seguivo alle superiori e a un film che ho visto di recente. Se mi sforzo, sono sicura di potervi elencare altre storie con lo stesso plot device conclusivo. E questo mi ha infastidita tanto.
Tra l'altro è quel tipo di artificio che a me, più che farmi fare "nooooooo" mi fa fare "boh?"
(Nel bianco segue commento non propriamente spoiler, ma forse sì, se siete un po' Detective della Trama...)
Voglio dire: qui non è un caso di "ah, la vita è stronza." Semmai è un lampante caso di "ah, l'autore è stronzo." Mettere certi eventi in un preciso momento non è imitare la stronzaggine della vita, è divertirsi a far fare "noooo" ai lettori meno pignoli di me. L'ho sempre pensato, l'ho pensato vedendo l'anime e il film sopra citati, l'ho pensato leggendo il libro.
Sono terribile e vorrei tornare ad avere un atteggiamento un po' più ingenuo di fronte alle storie.
Comunque, ripeto: L'eleganza del riccio è un bel libro, e soprattutto a un certo punto ribadisce il concetto che, se si è infelici e si trovano degli amici, non ci possiamo permettere di "sprecarli", perché moralmente non si ha diritto di gettare una simile fortuna.