Harriet (harriet_yuuko) wrote,
Harriet
harriet_yuuko

Domande, curiosità e retroscena

Avete presente quelle creature che, volenti o no, infestano le esistenze di molti di noi? Creature di tutte le sorte, con una cosa in comune: non esistono. Ma non per questo non sono influenti sulle nostre vite...
Insomma, si parla di personaggi immaginari, nello specifico i personaggi originali di ognuno di noi. Mi sono imbattuta in un meme davvero originale e ben fatto, una lista di domande sui nostri personaggi a cui ciascuno di noi può rispondere.
Qui trovate la lista (questo è il post originale dell'autrice).
Chiedete uno (o più) personaggi, scegliete una o più domande, e io risponderò. Postate il meme e sarò felicissima di chiedere. <3 <3 <3

Sempre a proposito di gente che non esiste, per i miei giocatori, qui c'è una scenetta avvenuta dopo la penultima sessione di gioco, ovvero dopo che ben due personaggi sono andati a richiamare Helena Sand per le sue tendenze temerarie-idiote-suicide. Questa è la sua reazione. Non so perché ma ogni volta che scrivo di Helena e Johann, la faccenda finisce tra le lenzuola. E vabbè. Portate via Gilly e non fategliela leggere.



Un regalo per chi ti odia


Seduta sul letto, svestita a metà, fissava lo stesso incrocio di piastrelle da un quarto d'ora almeno. Dalla stanza accanto le erano arrivati in sequenze una serie di tonfi e rumore di mobili spostati – poteva ipotizzare un crollo nella biblioteca arrangiata di Johann e un tentativo di ripristinare il suo equilibrio impossibile. Finché c'era rumore, c'era vita.
Pioveva con una ferocia inaudita, il primo temporale dopo una settimana di delicato caldo primaverile, che aveva elargito benefici alle sue serre e ai suoi incantesimi. Un tempo ne sarebbe stata entusiasta. Un tempo meno stipato di eventi. Adesso studi e successi in campo magico la guardavano da una distanza spaventosa. La sua mente albergava fissa da un'altra parte, in un mare di scelte ogni giorno più complicate e definitive.
Le veniva alla mente la parola sofferte: se c'era stato un momento in cui definire sofferte le scelte da fare, era quello, anche se in realtà era una vita intera che Helena non aveva l'impressione di soffrire proprio per niente, quando si trattava di scegliere. Le priorità le erano sempre state molto chiare. Vedeva subito la cosa giusta da fare – giusta, ovvero sensata, non giusta secondo qualche scala di valori molto idilliaca e molto poco pratica.
Fare la cosa giusta, sensata, includeva rimanere indietro da sola contro un numero troppo grande di nemici per cavarsela, con lo scopo di mandare avanti la missione. E già qui, in realtà, il suo ragionamento cominciava ad avere delle crepe: la cosa sensata sarebbe stata non imbarcarsi nemmeno in quella missione, andare a salvare qualcuno da una delle prigioni meglio difese di Astaroth. La cosa sensata sarebbe stata di sacrificare il prigioniero e non mettersi in condizione di debolezza.
Evidentemente le sue priorità erano cambiate, durante gli anni. Così tanto che non solo era andata con i dipendenti di Angela a salvare Amir, ma era stata anche disposta a rimanere indietro da sola per farli uscire dalla prigione tutti quanti.
È che ultimamente passo troppo tempo con gli altri esseri umani. Non mi fa bene. Mi fa credere di essere una persona normale.
Dopo quel gesto, insolito anche per lei, aveva ricevuto due richiami, e dalle persone da cui se li sarebbe aspettati di meno. La prima era stata la bambina, che le aveva fatto un discorso sulla necessità di non fare sacrifici inutili. Helena aveva imparato a rispettare la bambina dopo averla travolta in una situazione più grande di lei senza avere abbastanza dati sulla sua imprevedibile natura, quindi aveva dovuto accettare le sue parole.
E poi Lynn. Lynn era stata un mistero per Helena fin dall'inizio. Un membro di una delle associazioni a delinquere più pericolose di tutto il mondo magico britannico – almeno, nella visione di Helena – che si rivela affidabile e coraggiosa come pochi altri. E proprio quando Helena era arrivata alla conclusione di non potersi più permettere il lusso di avere degli amici, ecco che quella persona così spontanea era arrivata a stravolgerle i programmi.
Lynn le aveva detto di vivere a dispetto di chi ti odia. Un discorso interessante, senza dubbio, che aveva dei risvolti anche piacevoli. Lynn, che le aveva impedito di morire, rimanendo indietro insieme a lei nella prigione. Nel momento in cui Lynn aveva deciso di restare con lei, Helena aveva capito che non poteva in alcun modo morire e far morire anche la ragazza. Con la sua presenza al suo fianco, Lynn le aveva imposto di combattere.
Come devo spiegare tutto questo?
Johann entrò nella stanza, capelli e vestiti scomposti e occhiaie spaventose – niente di nuovo, insomma.
- Ti è crollato un altro scaffale?- Domandò Helena, sospirando e riprendendo a sciogliere i lacci del bustino nero.
- Sì. Cosa fai con la finestra spalancata?
- È piacevole.
Lui chiuse la finestra, poi ci ripensò e lasciò uno spiraglio da cui entravano vento e rumore insistente. Si tolse i vestiti e si infilò una delle ridicole camicie da notte con cui dormiva. Le si sedette accanto sul letto e rimase in silenzio, come se avesse avvertito il carico di pensieri di Helena e aspettasse che lei gliene rivelasse almeno qualcuno.
E di quest'uomo troppo fedele, che devo farne? Non ha capito con che razza di persona ha a che fare e mi sta accanto con una pazienza quasi esasperante. Ho fatto di tutto per mandarlo via, gli ho dato la colpa di tutto e l'ho allontanato, ma alla fine è riuscito a ritornare. La gente non dovrebbe essere così leale con me.
- Stai pensando a quello che è successo ieri?- Le domandò, togliendo una delle forcine che teneva su la complessa pettinatura. Una ciocca castana le scivolò sulla spalla.
- Già. Che stupida, eh? Perché dovrei pensarci? Ho solo rischiato la vita.
- Per favore, puoi provare a non essere sarcastica per dieci minuti? Io trovo perfettamente normale che tu ci pensi. E se vuoi condividere i tuoi pensieri...
- Lo sai che Gilly e Lynn sono venute a dirmi di non fare mai più una cosa del genere?
- Anch'io te l'ho detto.
- Tu non conti.
Lui fece una piccola risata sommessa, molto triste, mentre le sfilava l'ultima forcina, provocando il crollo di tutti i suoi capelli lungo la schiena.
- Idiota, non volevo dire che tu non conti in generale! Tu... Tu sei innamorato di me, ancora non ho capito come mai, e quindi non sei obiettivo. Un giorno ti sveglierai, ti renderai conto di che razza di donna sono e ti darai dello stupido per tutto il tempo che hai sprecato con me.
Lui sospirò e si nascose il viso tra le mani, con fare volutamente teatrale.
- Oh, no. Di nuovo. Questo discorso... Ho perso il conto delle volte in cui me lo hai fatto. E la mia risposta è sempre la stessa: sono obiettivo e sveglio. Il problema sei tu. Non sei capace di perdonarti niente, e vivi con questa convinzione malata di non meritarti niente. Ma non è così. E comunque... La vita non ci dà le cose secondo i nostri meriti, nel bene e nel male. Se anche tu fossi davvero il mostro che credi di essere, avresti me, e le altre persone che tengono a te.
- Questo non rende le cose più facili.
Lui le fece scivolare via la camicia dalle braccia e la fece galleggiare in aria con un incantesimo, finché andò a posarsi delicatamente sulla sedia più vicina.
- Sei solo tu, che rendi le cose difficili.
- Lynn mi ha detto che devo vivere per dispetto a chi mi odia.
- Mi sembra un ottimo consiglio. Pensa a quanto fa arrabbiare Juliet, il fatto che tu sia viva e felice.
- Lo so. E questo mi dà un'energia enorme, credimi. Però c'è qualcuno che mi odia più di Juliet.
Le mani di Johann giocavano con i suoi capelli in una maniera così rilassante da farle quasi venire voglia di abbandonare quel discorso. Ma rimandare i problemi e le cose fastidiose era sempre una cosa profondamente stupida.
- Allora considera la vita come un regalo per questa persona che ti odia. Chi lo sa, alla fine potrebbe anche cambiare idea.- Le rispose.
- Non credo che cambierò mai idea su di me.
- Non si può mai sapere. E comunque... Cerca di vivere per fare un regalo a chi ti vuole qui. Questo pensi di poterlo fare? Lynn ti ha detto delle parole, ma prima di tutto è rimasta lì con te, mentre rischiavi la vita. Non pensi che voglia dire qualcosa?
- Sì. Vuol dire che se non combatto per la mia vita, sono un'ingrata nei vostri confronti.
- Helena, non riesci proprio a non rigirare tutto contro di te?- Sospirò lui. - Sei amata. Prendi atto di questa cosa, perché è un fatto, è reale, e non puoi cambiarlo.
- Non è scontato, sopportare di essere amati.- Borbottò lei, lasciandosi cadere sulle coperte, con una confusione di pensieri e sentimenti che continuavano a farsi meno chiari ogni momento.
- Ti toccherà imparare.- Rispose Johann, stendendosi vicino a lei.
- C'è gente che se lo merita più di me.
- Di nuovo con questa storia del merito? E poi, scusa, perché tu non te lo meriteresti? Perché quando eri giovanissima e sola hai fatto delle cose che ritieni deprecabili? Magari lo erano, ma è passato tanto tempo, e hai avuto modo di scontarle. Adesso basta.
- Non sono mai migliorata molto, da allora.
- Infatti hai solo dedicato la vita a tenere in piedi la scuola di magia del tuo padre adottivo, aiutando chiunque ne avesse bisogno, rimanendo amica di Angela nonostante i vostri rapporti siano sempre stati complessi e accettando di rischiare la vita nella lotta contro Astaroth. Sei davvero una persona orribile.
- Sì, va bene, così riesce anche a me: raccontare una vita mettendo in luce solo le cose positive. Posso farlo persino con Juliet, se ci provo.
- Ah, davvero?
- No, d'accordo, forse con Juliet no.
Risero tutti e due, ed Helena pensò che erano arrivati alla fine della conversazione, perché Johann aveva ancora energie per contraddirle, ma lei non aveva più argomenti.
- Abituati a essere amata.- Ripeté lui, passandole le mani tra i capelli. Poi si voltò a guarda il lume sul comodino per un istante, e quello si spense.
- Hai usato un incantesimo tra i più pesanti per fare una cosa semplice come spegnere la luce!
- Vuoi veramente attaccare una discussione sulla magia proprio qui e ora?
- Hai ragione. La vita è lunga: avremo tempo per discutere di questa faccenda in un altro momento...

Tags: besm di londra, giochini, meme, personaggi originali, rpg, storie originali
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