Harriet (harriet_yuuko) wrote,
Harriet
harriet_yuuko

brutti e cattivi

Ultimamente ho l'impressione che da queste parti il cinismo sia diventato la più ricercata delle virtù. Assumere quell'aria da grande conoscitore della merda che assilla l'esistenza è ormai un atteggiamento comune (anche quando, in realtà, la cosa non è per nulla giustificata.) E si tratta di un atteggiamento riscontrabile nella vita come nel fandom.
Parliamo di letteratura e di telefilm e di un autore che di recente piace a tutti, o comunque fa parlare di sé. Mi è capitato spesso di trovare in giro commenti di gente che ama G. R. R. Martin perché "finalmente un autore realistico", "la vita vera va così", "storicamente era così", "i fantasy finiscono tutti bene, almeno questo è diverso", e simili.
Lungi da me criticare chi ha queste idee (in parte concordo) o criticare Martin (con delle riserve, ma mi metto anch'io tra i suoi fan.) Però... Quando trovi gente che sostiene che "tutti i libri fantasy sono irreali perché finiscono bene, i buoni vincono e tutto si risolve", mi sorge spontanea una domanda: ma che libri avete letto fino a ora?



Sembra che Martin abbia inventato i finali tristi e le stragi di personaggi, e che tutti gli autori del mondo scrivano solo di storielle piene di cuori e fiori, che non rispecchiano la vita vera.
A parte che nella vita, insieme alla merda, ogni tanto ci sono anche un pochini di cuori e fiori. A parte questo, io vorrei richiamarvi alla mente, o farvi conoscere, una manciata di storie fantasy che, a quanto pare, certi lettori di Martin non hanno mai sentito nominare.


[SPOILER VAGO PER LO HOBBIT]

Parliamo di Tolkien, uno di quelli più accusati di manicheismo e buoni che stravincono. Prendiamo "Lo Hobbit", un'allegra storia per bambini, più o meno. A parte che il grande motivo che spinge gli eroi all'avventura è soldi e ricchezze a palate, conditi con testardaggine e gelosia nanesca (evviva le motivazioni ideali!), io vorrei invitare chi ha letto il libro a ricordare perché avviene la Battaglia dei Cinque Eserciti e quali conseguenze porta.
Va bene, non ci vengono mostrati palesemente nani sventrati e orchi che ballano sui loro cadaveri. Ma il concetto che non tutti sono buoni e anche i buoni a volte hanno dei difetti tali per cui magari fanno scoppiare guerre inutili, ecco, insomma, questo concetto io lo capivo in terza elementare.

[FINE SPOILER]


Mi viene in mente la malinconia infinita e il finale spiazzante de "La Storia Infinita", che risolve, ma ti lascia confuso e incasinato e incerto su dove sei veramente andato a finire (come un po' tutte le storie di Michel Ende - Michel letto alla tedesca, vi scongiuro.XD)

Mi viene in mente la capacità di Gaiman di rovinare i lieti fini spiegandoci cos'è successo dopo la morte di qualcuno (se avete letto, sapete di cosa sto parlando.)
Rimanendo in tema Gaiman, lui ha scritto la morte che più mi ha distrutta nella mia lunga carriera di lettrice di autori crudeli.

Ma vogliamo parlare ancora di morti, stragi e personaggi ammazzati a tradimento? Va bene. Parliamo di Stephen King. Parliamone. No, ma davvero, facciamo un discorsino su "L'ombra dello scorpione" e del sistematico falciamento di personaggi importanti quando non te l'aspetti. Quella cavolo di bomba a tre quarti di libro me la ricordo ancora come fosse adesso - e sono passati 13 anni dalla prima volta in cui l'ho letto! Io rispetto Martin per la capacità di ammazzare gente quando serve, ma non è l'unico che lo fa, ecco.

Per esempio, potrei raccontarvi di quella volta in cui Ellen Kushner regalò ai fan un racconto gratuito, da leggere online, dove raccontava la morte di uno dei suoi personaggi, rivelandoci che non era morto in tarda età e felice, come tutti immaginavamo, ma in età non troppo tarda e in una maniera stupidissima e atroce per chi invece rimane in vita. Grazie, davvero, Ellen. Sei un amore.

Terminerò questa carrellata con Lynn Flewelling, che, oltre ad ammazzare personaggi principali, quando serve, ha scritto una scena crudelissima che ha infestato i miei incubi - letteralmente, non metaforicamente. Se non vi interessa avere spoiler grossini sulla saga dei Nightrunner, procedete oltre e leggete, altrimenti passate alle conclusioni.


[SPOILER PER LA SAGA DEI NIGHTRUNNER DI LYNN FLEWELLING]

Uno dei protagonisti ha un appartamento segreto all'ultimo piano di una locanda, gestita da una famigliola adorabile, che non ha mai molto spazio nella storia, ma che compare ogni tanto, vuole bene al protagonista e lo sopporta, ti fa sorridere, ti dà un bel senso di protezione e familiarità. Per due libri ti abitui a vederli, a sapere che ci sono.
Alla fine del secondo libro, mentre la situazione comincia a farsi drammatica, i cattivi scoprono il rifugio del protagonista. Quando lui torna a casa e apre la porta dell'appartamento, trova i corpi decapitati di tutta l'allegra famigliola sul divano, e le loro teste in fila sul caminetto che lo guardano.
Aprire porte e trovarci cose brutte dietro è sempre stato uno dei miei incubi ricorrenti. Giuro di aver risognato almeno due o tre volte questa scena.

[FINE SPOILER]


Conclusioni a cui volevo giungere: va bene amare Martin anche per le brutture che racconta. Va benissimo. Ma non è il solo a mostrare la famosa "vita vera". Lui, secondo me, è uno che tra l'altro si diverte un sacco a pescare nel torbido, e che è molto meno capace di scrivere altre cose, che esistono nella "vita vera" (esempio: un semplice, banale, casuale gesto d'affetto tra due persone che si vogliono bene.XD)
La "vita vera" è piena di un sacco di merda e di un sacco di altre cose. Ogni autore sceglie di raccontarne un aspetto, e se decide di censurare la merda, è ovvio che falsa la realtà. Ma anche raccontare solo e unicamente la merda può diventare un modo di falsare le cose. E Martin - che non racconta solo la merda, in ogni caso - non è l'unico autore che può soddisfare la fame di brutale realismo. Martin è uno bravo. Tra tanti bravi. E veri.

Tags: a song of ice and fire, ellen kushner, fantasy, grrr martin, letteratura, lynn flewelling, michael ende, neil gaiman, nightrunner, stephen king
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